Monday 18 December 2017
Kriya-Yoga.it

Il Samadhi, letteralmente “fusione”, è lo stato supremo o finale di realizzazione divina che si consegue nella meditazione, quando lo yogi, l’atto di meditare e l’oggetto della meditazione ( Dio ) si fondono a diventare uno. Attraverso la meditazione è possibile ritirare la percezione dai sensi e interiorizzare così la mente, raggiungendo la fusione con Dio e la realizzazione del Sé. Nel Samadhi la mente ( ego ) si scioglie nella coscienza cosmica e si sperimenta l’infinità beatitudine divina. Separazione, dualità e individualità vengono riassorbite nel Sé. Il Samadhi avviene quando la coscienza è stata completamente ritirata dai sensi e tutti i vortici del sentimento ( chitta vritti ) e le loro tendenze subliminali sono stati neutralizzati nel fuoco della meditazione, consentendo così a Kundalini di innalzarsi purificando i sei centri spinali raggiungendo Sahasrara ( il loto dai mille petali ). Negli stati precedenti al samadhi, nel cui ci si focalizza su Dio, è possibile percepire la fusione con uno degli otto attributi divini: luce, suono, amore, saggezza, potere, pace, calma, beatitudine.

Esistono principalmente due stadi di Unione con Dio ( Samadhi ) uno condizionato e l’altro incondizionato.

Savikalpa Samadhi

Questo primo stadio del Samadhi, di minor levatura, viene detto condizionato. La coscienza dello Yogi raggiunge la fusione con la coscienza cosmica, la forza vitale viene ritirata dal corpo e sale lungo la spina dorsale fino a raggiungere la sommità del capo, passando per l’occhio spirituale. Il corpo entra in uno stato di assenza di respiro, il corpo si irrigidisce e rimane immobile. In questo stato lo yogi è consapevole della sospensione del respiro e dell’immobilità del corpo, la percezione del mondo sparisce e la coscienza si fonde con l’assoluto. Tuttavia questo stato è detto condizionato proprio perché non duraturo e condizionato all’immobilità dell’esperienza cosmica durante la meditazione. Al termine di questa esperienza di coscienza elevata, lo yogi ritorna ancora all’ordinaria consapevolezza dell’ego, non è in grado pertanto di mantenere quello stato di fusione costante con la coscienza di Dio e resta dunque ancora un velo di separazione. Il Samadhi per lo yogi rimane condizionato all’esperienza in sé. Dallo stato di Sanvikalpa è ancora possibile cadere spiritualmente, poiché non rappresenta ancora la liberazione finale. Lo yogi che raggiunge lo stadio elevato del savikalpa samadhi può dire “Ho raggiunto questo stadio”, perché la sua coscienza nello stato ordinario è ancora legata all’ego e all’individualità.

Nirvikalpa Samadhi

Il Nirvikalpa Samadhi è lo stadio più avanzato della fusione cosmica, nel quale lo Yogi viene definitivamente liberato dalla coscienza dell’ego. Esso diviene allora un Jivan Mukta, un liberato in vita, ed è in grado da quel momento di sperimentare costantemente la coscienza divina. Questo stato del samadhi è detto incondizionato perché l’esperienza della fusione con Dio non è relegata all’esperienza in sé ma è costante, senza necessità della rigidità corporea del Savikalpa Samadhi, e mantiene questo stato di costante unione a Dio perfino mentre svolge le più materialistiche mansioni terrene. Lo Yogi che raggiunge il Nirvikalpa Samadhi diviene per sempre libero dal ciclo delle incarnazioni, finalmente identificato soltanto con lo spirito supremo.